Descrizione
Il protocollo per la gestione dei comportamenti problema è un insieme strutturato di strategie e procedure, usato principalmente a scuola, per comprendere, prevenire e gestire comportamenti disfunzionali (es. aggressività, isolamento) in modo oggettivo, sistematico e collaborativo, basandosi sull’analisi funzionale, per identificarne la causa (es. ottenere attenzione, evitare un compito) e intervenire con rinforzi positivi e strategie proattive per promuovere comportamenti socialmente accettabili, coinvolgendo famiglia e istituzioni.
Serve a:
- Capire: Decifrare la funzione (il “perché”) del comportamento problema, non solo descriverlo (il “cosa”).
- Intervenire: Applicare strategie mirate (proattive e reattive) per modificare il comportamento.
- Prevenire: Strutturare l’ambiente per ridurre le cause scatenanti.
- Documentare: Creare una traccia oggettiva per monitorare i progressi e comunicare con famiglia e specialisti.
Le fasi principali:
- Osservazione e Analisi Funzionale (Modello ABC):
- A (Antecedente): Cosa succede prima del comportamento (es. compiti difficili, rimprovero, mancanza di indicazioni).
- B (Comportamento): Descrizione oggettiva e specifica di ciò che fa la persona (es. urla, lancia oggetti), senza giudizi.
- C (Conseguenza): Cosa succede subito dopo (es. ottiene attenzione, evita il compito, viene mandato fuori).
- Strategie Proattive (Prima che accada):
- Organizzare spazi e routine.
- Dare indicazioni chiare e anticipare le attività.
- Affiancare compagni “modello”.
- Strategie Reattive (Durante o dopo):
- Applicare conseguenze logiche e immediate (positive, non punitive).
- Usare rinforzi simbolici (es. gettoni) scambiabili con premi.
- Coinvolgimento (Collaborazione):
- Comunicare con la famiglia in modo istituzionale e collaborativo.
- Condividere il protocollo con tutti gli attori coinvolti (insegnanti, dirigenti, specialisti).
In sintesi, è un approccio sistematico che trasforma la gestione del comportamento da reattiva e casuale a proattiva e basata su evidenze, per supportare meglio lo studente o l’individuo.